Gianni Bertini - IL PORTUALE CHE SI CREDEVA MONTANELLI

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Il portuale che si credeva Montanelli, è una persona qualunque nata in tempo di guerra, alla fine di un’Italia guidata da un re e da un dittatore. Cresce e invecchia in un’Italia repubblicana e democratica. Quest’uomo comune, coi limiti, i difetti e le aspirazioni della maggioranza di noi, lotta ostinatamente per istruirsi e formarsi una personalità.

Per guadagnarsi un lavoro che gli piaccia e lo faccia sentire dignitoso; per avere una famiglia da amare ed essere amato. Più o meno riesce, nella sua mediocrità, a realizzarsi; e, nella caducità delle cose comincia a perdere tutto ciò che per lui rappresenta la sua esistenza, che poi è quella di tutti. Non avendo una fede religiosa che lo guidi o che lo aiuti a guidarsi, si crea un mito. E quel mito oltre essere un grande giornalista, una persona dotata di eccezionale talento, nella sua eccezionalità si rivela, anche lui, timoroso, ossessivo e comune. Il portuale infine, concilia la vita con le sue tenere fantasie e i suoi innamorati sogni. Nella vita tranquilla di un parco, si prepara al calar del sipario. In fin dei conti, quest’uomo qualunque ama, sogna, fantastica ed evade la realtà, sia pure facendone parte adeguatamente. E dimostra di essere Qualcuno.

 Giovanni Bertini, è un perito stimatore che ha lavorato 41 anni, di cui 30 nella CULMV di Paride Batini nel porto di Genova. (Compagnia Unica Lavoratori Merci Varie, fondata nel 1946, già presente sin dal 1340). A seguito di una botta in testa e a sua insaputa, si è messo a scrivere. Adesso spera ardentemente in un’altra per rinsavire!

ISBN: 9788895677934
Collana: San Giorgio
Genere: Narrativa / Racconto
Argomento:
Soggetto:
Formato: 14,5 x 20,5
Pagine: 122
Copertina: A colori, plastificata
Confezione: Brossura fresata
Data di pubblicazione: 2015